Scoperta in Indonesia la pittura rupestre più antica del mondo di 67.800 anni
- 22 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 22 gen

È stata pubblicata in questi giorni su Nature la scoperta che riscrive la storia dell’arte e della presenza umana sulla Terra. In una grotta dell’isola di Muna, nel sud-est di Sulawesi in Indonesia, gli archeologi hanno identificato un’impronta di mano umana dipinta sulla roccia datata ad almeno 67.800 anni fa. Si tratta della più antica testimonianza di pittura rupestre conosciuta.
La scoperta è stata realizzata da un team internazionale guidato da Maxime Aubert, archeologo canadese della Griffith University in Australia, e da Adhi Agus Oktaviana, ricercatore indonesiano della National Research and Innovation Agency (BRIN). Il gruppo ha lavorato insieme sia sul campo nelle grotte dell’isola sia in laboratorio, analizzando i pigmenti e datando le pitture con la tecnica dell’uranio-torio (misura il decadimento dell’uranio in torio nelle concrezioni calcaree).
L’impronta è stata realizzata probabilmente soffiando ocra rossa attorno al palmo appoggiato sulla parete della grotta. Nonostante oggi sia sbiadita, conserva un valore scientifico eccezionale, supera di oltre 15.000 anni le precedenti opere considerate le più antiche al mondo e dimostra che la capacità simbolica dell’Homo sapiens era già pienamente sviluppata molto presto nella sua espansione fuori dall’Africa.
Questa scoperta conferma che il Sud-Est asiatico fu un corridoio fondamentale nelle migrazioni verso l’Australia. All’epoca, il livello dei mari era più basso e vaste aree oggi sommerse collegavano le isole dell’arcipelago indonesiano alla massa continentale di Sahul, che univa Australia e Papua Nuova Guinea. I primi gruppi umani potrebbero quindi aver raggiunto la regione almeno 67.800 anni fa.
Le grotte di Muna mostrano inoltre segni di frequentazione umana per migliaia di anni. Alcune pitture risalgono a epoche molto più recenti, mentre in un caso le dita dell’impronta appaiono volutamente modificate in una forma ricurva quasi artigliata, uno stile unico finora documentato solo in questa regione.
La pubblicazione dimostra che l’arte non nacque in un solo luogo e che fin dalle origini l’essere umano sentiva il bisogno di lasciare tracce simboliche del proprio passaggio. Anche con gesti semplici e materiali naturali, i nostri antenati trasformavano lo spazio in memoria culturale e arte.
Redazione








