Marina Abramović Marina Abramović trasforma il proprio corpo in una icona vivente, reinterpretando in chiave contemporanea la funzione originaria dell’arte bizantina. Se l’icona non rappresenta il mondo ma lo sospende, se non narra ma istituisce una presenza, Abramović fa della propria fisicità lo strumento attraverso cui il visibile e l’invisibile si incontrano. La sua pratica non è decorativa né narrativa: il corpo diventa soglia tra esperienza estetica e esperienza esiste