MonumenTO. Torino Capitale. La forma della memoria a Palazzo Madama
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Dal 26 febbraio al 7 settembre 2026, Palazzo Madama ospita una mostra che ci invita a riscoprire Torino attraverso uno sguardo nuovo, quello che nasce dal dialogo tra memoria e scultura. MonumenTO. Torino Capitale. La forma della memoria è un progetto che non si limita a raccontare la storia dei monumenti della città, ma ci spinge a riflettere sul loro ruolo nel costruire l’identità di un popolo.
Le piazze e le strade di Torino sono un museo a cielo aperto, un tessuto ricco di simboli che raccontano, con la forza della pietra e del bronzo, secoli di storia. Monumenti che celebrano i grandi eroi del Risorgimento, ma anche le figure silenziose, ma altrettanto decisive, dei santi sociali e degli scienziati, dei filosofi e degli imprenditori che hanno dato forma a una visione moderna e laica della città. Ma questi monumenti non sono solo testimonianze di un passato remoto. Sono entità vive, che ancora oggi interrogano il presente, invitandoci a guardare la città con occhi nuovi, a comprendere il peso della memoria e della storia che ogni statua conserva.
La mostra si articola attraverso un lavoro fotografico straordinario di Giorgio Boschetti, che ha saputo cogliere la forza e l’anima delle statue di Torino, restituendo loro una nuova dimensione. Le sue immagini notturne, piene di intensità, ci mostrano le sculture sotto una luce diversa, isolate dal rumore della città, come figure fuori dal tempo. Ogni statua sembra emergere dal buio, con una propria vita, una propria voce che non si limita a ricordare, ma invita alla riflessione. La luce e l’ombra, il contrasto tra il passato e il presente, diventano parte di una narrazione visiva che ci sfida a rivedere il nostro rapporto con la memoria pubblica.
Accanto a queste immagini, la mappa di Torino, disegnata da Alessandro Capra, ci restituisce una lettura inedita della città. Una mappa che non si limita a tracciare i confini geografici, ma che collega le strade, le piazze e i monumenti a una memoria storica collettiva. La disposizione dei 79 monumenti di Torino non è solo un dato spaziale, ma una riflessione su come la memoria si distribuisca, si diffonda e si radichi nel tessuto urbano. Ogni monumento è un nodo, una tappa di un percorso che ci porta a esplorare non solo la città fisica, ma anche quella simbolica e storica.
Il percorso della mostra ci porta a conoscere una Torino che cambia attraverso il tempo, da capitale sabauda a città simbolo del Risorgimento, da centro politico e militare a città di santi e intellettuali. I monumenti, infatti, raccontano una Torino fatta di contraddizioni e di incontri tra mondi diversi: la Torino dei principi, dei condottieri, degli eroi della libertà, ma anche quella dei pensatori, degli scienziati e dei santi sociali. C’è spazio per tutti in questo racconto, per le grandi figure pubbliche e per quelle che sono state spesso messe in secondo piano. Ogni monumento, grande o piccolo che sia, è una tessera che compone un mosaico ricco e complesso.
Le opere esposte, tra cui modelli in gesso, disegni e fotografie, ci restituiscono il lavoro degli scultori che hanno dato forma a questi simboli. Da Carlo Marochetti a Vincenzo Vela, da Pietro Canonica a Edoardo Rubino, ogni artista ha contribuito a definire un’epoca, a dare visibilità a un'idea di città e di nazione. Ma non è solo l’aspetto tecnico della scultura a emergere. Queste opere, infatti, sono profondamente radicate in un contesto politico e sociale che le ha forgiato. I monumenti non sono solo forme artistiche, ma anche dichiarazioni pubbliche, strumenti di memoria che parlano al presente e ai posteri.
Eppure, la forza di MonumenTO non sta solo nella riscoperta di un passato lontano, ma nella sua capacità di sollevare interrogativi sul nostro presente. I monumenti non sono oggetti immobili e indifferenti. Ogni statua continua a parlarci, a interrogarci, a sfidarci. Come ha scritto Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama, il monumento "non è mai un punto fermo della storia. È un sistema complesso che mantiene aperta una domanda sul passato, sul presente e sul futuro". Il monumento è un dialogo che non si esaurisce mai, ma che continua a interrogare chi lo guarda, chi lo vive.
Uscendo dalla mostra Torino appare sotto una luce diversa, e i monumenti che prima passavano inosservati si mostrano come testimonianze concrete della storia e delle scelte che hanno modellato la città, rivelando funzioni, significati e relazioni che spesso sfuggono nella vita quotidiana e permettendo di leggere la città come un insieme di memoria e cultura pubblica.
Redazione








