Sublime Poetry: la prima grande retrospettiva di Raffaello al Metropolitan Museum of Art di New York
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La prima grande retrospettiva dedicata a Raffaello Sanzio negli Stati Uniti ha aperto al Metropolitan Museum of Art di New York, un evento che rappresenta una rara occasione per osservare la completezza del genio di uno dei più grandi artisti del Rinascimento. La mostra "Raphael: Sublime Poetry", dal 29 marzo al 28 giugno 2026, presenta oltre 200 opere tra dipinti, disegni, arazzi e arti decorative, provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche e private del mondo, molte delle quali mai riunite negli Stati Uniti. Secondo Max Hollein, direttore del Met, “Questa mostra senza precedenti offre uno sguardo innovativo sulla brillantezza e l’eredità di Raffaello, permettendo ai visitatori di immergersi nella gamma completa del suo talento creativo attraverso opere iconiche e raramente prestate.”
Il percorso espositivo inizia con i primi lavori di Raffaello a Città di Castello e nelle regioni circostanti, dove studiò sotto Pietro Perugino. Qui sono esposti i primi disegni e le prime pale d’altare, tra cui Colonna Altarpiece, presentata per la prima volta nella sua interezza dopo secoli di dispersione dei singoli pannelli. I disegni preparatori, in gesso nero, penna e inchiostro, mostrano la meticolosità tecnica e la capacità di Raffaello di pianificare ogni dettaglio, rivelando un artista già maturo nella capacità di fondere narrativa religiosa e armonia visiva.
Gli anni fiorentini, tra il 1504 e il 1508, segnano un momento cruciale nell’evoluzione stilistica di Raffaello. A Firenze, influenzato dai grandi maestri Leonardo da Vinci e Michelangelo, le composizioni acquistano monumentalità e un senso tridimensionale più marcato. I visitatori possono osservare schizzi, studi su modelli tridimensionali e disegni preparatori che documentano la sua sperimentazione continua, dai ritratti ai dipinti devozionali. Tra le opere esposte spiccano La Vergine col Bambino con il Bambino San Giovanni Battista in un Paesaggio (La Madonna d’Alba), capolavoro di equilibrio compositivo e delicatezza emotiva, e il Ritratto di Baldassarre Castiglione, esempio straordinario della capacità di Raffaello di catturare l’intimità psicologica dei soggetti.
Il viaggio prosegue a Roma, dove Raffaello diventa l’artista di corte dei Papi Giulio II e Leone X, realizzando affreschi che avrebbero definito il Rinascimento romano. Nella Stanza della Segnatura, studi preparatori per opere come La scuola di Atene e La Disputa dimostrano la sua padronanza della prospettiva, della composizione e del dinamismo delle figure. In questi studi emerge anche l’interesse di Raffaello per l’architettura classica e la capacità di organizzare lo spazio come se fosse una vera e propria scultura dipinta. I disegni mostrano come la pratica quotidiana e la riflessione su forme e proporzioni guidassero ogni scelta, rendendo il suo processo creativo quasi scientifico.
La mostra dedica inoltre ampio spazio agli arazzi commissionati da Papa Leone X per la Cappella Sistina, come La spia miracolosa dei pesci, realizzati in collaborazione con tessitori fiamminghi. I piccoli studi preliminari e i disegni su vasta scala evidenziano come Raffaello traducesse le idee in forme monumentali, combinando colori intensi, composizione dinamica e narrazione visiva. Questi arazzi non solo riflettono la ricchezza del patronato papale, ma anche il prestigio internazionale di Raffaello, le cui composizioni vennero replicate e ammirate da monarchi come Enrico VIII, Francesco I e Carlo V.
Un’altra sezione della mostra esplora la dimensione architettonica di Raffaello, con disegni e dipinti che documentano i suoi studi sui monumenti antichi di Roma e i progetti per la nuova Basilica di San Pietro per Papa Giulio II. I visitatori possono osservare come l’arte pittorica e quella architettonica si intreccino, rivelando un artista capace di pensare lo spazio in modo globale, integrando struttura, proporzione e armonia visiva.
Curata da Carmen C. Bambach, la mostra è il risultato di sette anni di studio, ricerche e viaggi, progettata per offrire un’esperienza immersiva e coerente. Bambach sottolinea che l’obiettivo era permettere ai visitatori di interagire con la personalità artistica di Raffaello, percependo non solo la tecnica e la bellezza delle sue opere, ma anche la profondità intellettuale e l’eleganza poetica che le contraddistingue. Ogni sala è stata concepita per ricreare l’atmosfera dei luoghi originali in cui le opere furono concepite, dalle botteghe umbre e fiorentine agli spazi monumentali del Vaticano, rendendo l’esperienza un viaggio nel tempo e nella mente di un artista il cui talento continua a stupire e ispirare il mondo intero.
Si tratta di una mostra che non si limita a celebrare Raffaello, ma lo restituisce nella sua dimensione più viva e concreta, tra pensiero, invenzione e lavoro quotidiano. Un’occasione rara per riscoprire, attraverso le opere, la forza ancora attuale di uno dei protagonisti assoluti del Rinascimento.
Daniel Wilson
















