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Ritrovamento e identificazione di una pagina perduta del Palinsesto di Archimede

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Recto del foglio 123 del Palinsesto di Archimede, Blois, Musée des Beaux-Arts, Inv. 73.7.52
Recto del foglio 123 del Palinsesto di Archimede, Blois, Musée des Beaux-Arts, Inv. 73.7.52. Il lato leggibile conserva il testo del trattato De la sphère et du cylindre e i diagrammi geometrici originali di Archimede. L’analisi comparativa con le fotografie di Johan Ludvig Heiberg (1906) ha permesso di confermarne l’autenticità. (Photo credit: IRHT-CNRS)

Ieri, 9 marzo 2026, il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) ha reso noto l’identificazione di una pagina finora considerata perduta del celebre Palinsesto di Archimede. La scoperta è avvenuta in Francia, presso il Musée des Beaux-Arts de Blois, ed è stata effettuata dallo storico della scienza Victor Gysembergh, ricercatore del CNRS e membro del Centre Léon Robin de recherches sur la pensée antique presso la Sorbonne Université di Parigi. L’annuncio, diffuso tramite comunicato ufficiale dell’istituzione francese, ha suscitato immediatamente grande interesse nella comunità internazionale degli studiosi di storia della matematica e di filologia dei manoscritti.

Il foglio identificato appartiene al cosiddetto Palinsesto di Archimede, un manoscritto greco datato al X secolo che conserva copie medievali di opere del matematico siracusano Archimede, vissuto tra il III e il II secolo a.C. Questo codice costituisce una delle fonti più significative per lo studio e la trasmissione della matematica greca antica, in quanto raccoglie trattati che, senza la conservazione di questa tradizione manoscritta, sarebbero probabilmente andati perduti. Nel corso della sua lunga storia, il manoscritto ha subito profonde trasformazioni. Nel XIII secolo la pergamena fu riutilizzata per la compilazione di un libro liturgico, e gran parte del testo matematico originale fu cancellata per fare spazio a nuove scritture religiose. Tale pratica, relativamente comune nel Medioevo a causa dell’elevato costo della pergamena, generò la sovrapposizione di diversi strati di scrittura sulla stessa superficie, caratteristica distintiva dei cosiddetti palinsesti.

La riscoperta moderna del manoscritto risale ai primi anni del XX secolo, grazie al filologo danese Johan Ludvig Heiberg. Nel 1906, durante un soggiorno a Costantinopoli, Heiberg individuò sotto il testo liturgico tracce delle opere di Archimede e produsse una serie di fotografie che permisero la prima ricostruzione parziale del contenuto scientifico originario del codice. Tali immagini, oggi conservate presso la Biblioteca reale di Danimarca a Copenaghen, sono state per oltre un secolo uno strumento essenziale per lo studio del palinsesto e si sono rivelate decisive anche nell’identificazione della pagina ritrovata recentemente a Blois.

Il foglio rinvenuto corrisponde al numero 123 del palinsesto e riporta su una delle sue facce un passaggio del trattato "De la sphère et du cylindre", una delle opere più rilevanti di Archimede. In questo testo, il matematico analizza le relazioni geometriche tra superfici e volumi di solidi, sviluppando dimostrazioni che costituiscono risultati fondamentali della matematica ellenistica. La pagina conserva ancora porzioni leggibili del testo e diagrammi geometrici, elementi che hanno permesso agli studiosi di stabilire una corrispondenza precisa con le fotografie realizzate da Heiberg all’inizio del XX secolo.

L’altra faccia del foglio presenta invece una decorazione aggiunta nel corso del XX secolo, raffigurante il profeta Daniele tra due leoni. Questa miniatura copre gran parte della pergamena, impedendo una lettura diretta del testo antico sottostante. Tuttavia, la presenza della decorazione non esclude la possibilità di recuperare ulteriori tracce della scrittura originaria. Negli ultimi decenni, lo studio dei palinsesti ha beneficiato di sviluppi tecnologici significativi, che consentono di distinguere inchiostri e pigmenti attraverso analisi non invasive. Tecniche come l’imaging multispettrale e la fluorescenza a raggi X permettono di identificare differenze chimiche tra gli strati di scrittura e di rendere visibili caratteri altrimenti illeggibili.

Verso del foglio 123 del Palinsesto di Archimede, Blois, Musée des Beaux-Arts, Inv. 73.7.52.
Verso del foglio 123 del Palinsesto di Archimede, Blois, Musée des Beaux-Arts, Inv. 73.7.52. Questo lato è decorato nel XX secolo con una miniatura raffigurante il profeta Daniele tra due leoni. La decorazione copre parzialmente la pergamena originale, rendendo il testo archimedeo nascosto, ma potenzialmente leggibile mediante tecniche non invasive come imaging multispettrale e fluorescenza a raggi X. (Photo credit: IRHT-CNRS)

Tali metodologie sono state applicate con successo allo studio del Palinsesto di Archimede oggi conservato presso il Walters Art Museum di Baltimora, negli Stati Uniti, dove un progetto internazionale ha consentito di recuperare numerosi frammenti precedentemente illeggibili. L’adozione di approcci analoghi per la pagina di Blois potrebbe permettere l’individuazione di ulteriori segmenti del testo archimedeo nascosti sotto la decorazione moderna, contribuendo a una ricostruzione più completa della tradizione manoscritta delle opere del matematico.

Il valore della scoperta va oltre il semplice recupero di una pagina considerata perduta. Essa testimonia la complessità della storia materiale dei manoscritti e dimostra come ricerche accurate nelle collezioni museali e bibliotecarie possano ancora rivelare documenti di rilevanza scientifica straordinaria. Il caso della pagina ritrovata a Blois suggerisce inoltre che altri frammenti dispersi del palinsesto potrebbero esistere in collezioni ancora poco esplorate.

La pagina identificata al Musée des Beaux-Arts de Blois costituisce dunque un tassello cruciale nella lunga storia della trasmissione delle opere di Archimede e conferma come, anche nel XXI secolo, la ricerca storica e scientifica possa contribuire a recuperare elementi significativi della tradizione matematica dell’antichità.


Redazione

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