La retrospettiva di Mao Xuhui a Palazzo Grimani si configura come un’esperienza in cui storia, memoria e percezione si intrecciano in modo inscindibile. Le opere non si offrono come semplici immagini da contemplare, ma come presenze che attivano una riflessione sullo spazio, sul tempo e sulla relazione tra ciò che appare e ciò che resta nascosto.