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Art Capital 2026. Grand Palais

  • 3 giorni fa
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Art Capital 2026 - Grand Palais
Art Capital 2026. Grand Palais

Entrare nel grande spazio del Grand Palais per "Paris Art Capital 2026" è come oltrepassare una soglia che ti conduce in un altrove sensoriale dove il gesto creativo pulsa con una forza propria e parla direttamente all’esperienza di ciascuno. La ventesima edizione di questa manifestazione riunisce sotto la stessa volta di vetro più di tremila artisti da molte parti del mondo e celebra non solo un anniversario ma una storia fatta di incontri, confronti e metamorfosi della sensibilità contemporanea. In ogni opera si avverte una tensione verso ciò che è profondo e vero e ogni presenza trasmette un invito al dialogo.

A "Paris Art Capital convergono" quattro grandi saloni che raccontano la storia delle arti visive e della creazione contemporanea. Nel Salon des Indépendants si respira la libertà di una creatività senza costrizioni; nel Salon des Artistes Français si riconosce il filo di una tradizione secolare nella pratica pittorica e scultorea, nel Salon Comparisons gruppi di artisti dialogano tra loro e infine, nel Salon Dessin et Peinture à l’Eau si valorizza la fragilità del disegno e dell’acquerello. Insieme questi spazi tessono una trama complessa e vitale che restituisce una fotografia del nostro tempo fatta di materiali, segni, immagini e sensazioni.

Tra le voci presenti in questa edizione risuona in modo particolare il gruppo di artisti giapponesi i cui lavori intrecciano memoria, cultura e visione poetica. Fanno parte di questo collettivo Chita Hideo, Ekuni Fusako, Hagi Lika, Harima, Takeshi Inaba, Seizo Inoue, Masayuki Kaï, Takahisa Kamiya, Takao Kawabe, Tomoko Kazama Ober, Kimura Léa, Kishida Léa, Yoichi Tamaki, Isao Utsumiya, Yuriko Yamauchi e Chizuko Yokomori, tutti accomunati da un uso attento del segno e da un’estetica che esplora il rapporto tra presenza e assenza. Le loro opere creano un dialogo delicato tra influenze orientali e prospettive occidentali e la forza del loro gruppo si percepisce nella varietà di ritmi e materie che insieme formano un coro armonico di visioni e suggestioni, invitando lo sguardo a spaziare tra tradizione e innovazione.

Accanto a queste presenze emergono percorsi individuali di grande intensità. La scultrice Florence Lemiegre presenta opere in cui la materia sembra trattenere e restituire energia e memoria. La sua ricerca riflette una sensibilità profonda verso l’equilibrio fragile dei nostri mondi e la sua scultura Noli me tangere Pistils Corocora diventa metafora di un dialogo tra visibile e invisibile. Accanto a lei Clothilde Lasserre propone una serie di lavori in cui la materia e lo spazio dialogano con delicatezza. Le sue opere esplorano relazioni umane sospese tra stabilità e mutamento, trasformando ogni forma in gesto poetico capace di catturare l’intimità dello spettatore e invitarlo a una contemplazione lenta e partecipata.

Percorsi simili emergono nelle aree dedicate alle presentazioni individuali dove ogni artista offre al visitatore un invito a comprendere le motivazioni profonde che animano la propria pratica. Qui non si tratta solo di vedere ma di ascoltare e ritrovare in ogni gesto pittorico e in ogni forma scultorea una traccia del pensiero e della esperienza. L’arte diventa allora dialogo diretto e relazione autentica tra chi crea e chi osserva.

Questa esperienza si arricchisce di molteplici riflessioni sul nostro tempo. Pittori e scultori indagano il ruolo della figura umana nella società contemporanea, esplorano la fragile relazione tra uomo e ambiente e affrontano le tensioni di una modernità fatta di accelerazioni e contraddizioni. In altri lavori la visione poetica prevale e invita alla contemplazione lenta di immagini che sembrano sospese tra memoria e immaginazione.

La luce che filtra attraverso la navata di vetro del Grand Palais definisce superfici e volumi e crea una relazione tra architettura e opere. Visitatori, collezionisti e appassionati si muovono tra gli stand osservando dettagli e materiali, trasformando il percorso in un’esperienza di lettura e interpretazione. Ogni sguardo contribuisce a un dialogo collettivo tra autore e pubblico e alla comprensione della scena contemporanea.

La ventesima edizione di Paris Art Capital conferma l’importanza di spazi in cui l’arte possa essere osservata nella sua complessità e il confronto diretto con gli artisti rende l’esperienza approfondita e trasformativa. Quando le luci si abbassano sotto la grande volta rimane la percezione di un dialogo che continua nel pensiero di chi ha partecipato.


Anne Marie Bernard

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