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Edward Weston tra luce, forma e arte al CAMERA di Torino

  • 14 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Edward Weston Nudo, 1936, Stampa alla gelatina ai sali d'argento, Center for Creative Photography, University of Arizona, Dono dell'Estate di A. Richard Diebold, Jr.
Edward Weston Nudo, 1936, Stampa alla gelatina ai sali d'argento, Center for Creative Photography, University of Arizona, Dono dell'Estate di A. Richard Diebold, Jr.

Torino accoglie una delle più importanti rassegne internazionali dedicate alla fotografia moderna. Al CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia inaugura oggi “Edward Weston. La materia delle forme”, un’ampia retrospettiva che riunisce 171 immagini e ripercorre oltre quarant’anni di lavoro di Edward Weston (1886–1958), fotografo statunitense, tra i protagonisti assoluti del Novecento.

La mostra offre al pubblico l’occasione di confrontarsi con uno sguardo unico, capace di coniugare rigore compositivo e intensità poetica. Nelle sue fotografie, oggetti quotidiani, corpi e paesaggi si trasformano in presenze essenziali, liberandosi dal superfluo e rivelando la densità nascosta della materia. Entrare nelle sale significa farsi guidare dalla luce e dalla forma, scoprendo come il fotografo americano abbia saputo trasformare la realtà in visione, invitando chi osserva a vedere non solo ciò che è, ma ciò che può diventare attraverso la fotografia.

La curatela di Sérgio Mah accompagna i visitatori lungo il percorso della carriera di Weston dai primi esperimenti ancora legati al pictorialismo fino alla maturità nella straight photography. Questo passaggio non è solo tecnico, ma rappresenta una trasformazione radicale del modo di vedere; la macchina fotografica smette di imitare la pittura e diventa strumento di rivelazione della realtà nella sua essenza. Luce, forma e materia emergono dalle immagini con una chiarezza e una intensità che chiedono all’osservatore di fermarsi e riflettere.

Nei nudi, nelle nature morte e nei paesaggi che compongono la mostra, Weston trasforma oggetti e corpi in figure autonome di bellezza e astrazione. Il suo Nudo, con il volume sospeso tra luce e ombra, diventa quasi scultura visiva. Le conchiglie di Nautilus e i paesaggi di Point Lobos rivelano una profondità e una densità che vanno oltre la semplice rappresentazione, il soggetto non è importante per quello che è ma per ciò che diventa grazie alla visione dell’artista.

L'esposizione propone anche una lettura europea dell’opera dell'artista, mostrando come il suo sguardo americano possa dialogare con le arti del Novecento. La precisione formale e la sensibilità poetica si incontrano con il modernismo e con la scultura astratta senza imitazione, in una vera convergenza di domande estetiche. La fotografia diventa un linguaggio autonomo, capace di interrogare lo spazio, la forma e la percezione stessa dello spettatore. Le immagini sono disposte con attenzione per permettere al pubblico di seguire l’evoluzione della poetica senza sentirsi sopraffatto. Camminare tra le sale significa rallentare il ritmo del guardare e ritrovare una dimensione di osservazione consapevole. Ogni scatto diventa occasione per riflettere sul modo in cui vediamo il mondo e sulla bellezza che emerge dalla forma e dalla luce.

“Edward Weston. La materia delle forme” non è solo un omaggio a un maestro del Novecento, ma un invito a vivere la fotografia come esperienza visiva e umana. In un tempo in cui le immagini si moltiplicano senza sosta, la mostra ricorda che la fotografia può essere lenta, densa e profondamente stimolante. Torino, con questo evento, offre al pubblico non una semplice esposizione, ma una vera lezione di sguardo e di coscienza estetica che resta dentro chi osserva.


Anne Marie Bernard

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