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Jakkai Siributr a New York con "There’s no Place". Una mostra immersiva a Canal Projects

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  • 42 minuti fa
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Jakkai Siributr, There’s no Place, Canal Projects, New York
Jakkai Siributr, There’s no Place, Canal Projects, New York

Fino al 23 maggio 2026 Canal Projects a New York ospita "There’s no Place", una mostra personale dell’artista thailandese Jakkai Siributr, riconosciuto per il suo significativo contributo all’arte contemporanea del Sudest asiatico. L’esposizione propone opere tessili che intrecciano memoria collettiva e narrazione personale, trasformando lo spazio espositivo in un ambiente vivo e partecipativo. Ogni lavoro racconta storie profonde attraverso materiali quotidiani e tessuti realizzati con grande cura.

La mostra comprende sia installazioni monumentali sia lavori più intimi cuciti a mano. Utilizzando tessuti provenienti da uniformi di lavoratori e materiali domestici, Siributr affronta temi legati alla memoria, al lutto, alla precarietà e alla resilienza. Le opere riflettono sulle vicende sociali e politiche della Thailandia e sulle conseguenze globali della pandemia, creando un ponte tra esperienze personali e realtà collettive. Ogni pezzo diventa un luogo di incontro tra passato e presente, tra storia ufficiale e racconti individuali spesso trascurati.

Al centro della mostra si trova il progetto collaborativo There’s no Place, che invita il pubblico a partecipare attraverso workshop di ricamo gratuiti. I visitatori possono contribuire con fili e tessuti, diventando parte integrante dell’opera. L’esperienza della partecipazione rende la visita più intensa e consente di entrare in contatto con le storie raccontate dall’artista e con altre persone coinvolte nello stesso processo creativo.

Tra le opere esposte ci sono lavori della serie Matrilineal, in cui Siributr racconta la storia della sua famiglia e della Thailandia nel corso del ventesimo secolo, evidenziando genealogie femminili spesso assenti dalla storia ufficiale. Questi lavori trasformano gesti di cura e resistenza silenziosa in narrazione collettiva. Altre installazioni utilizzano uniformi di lavoratori thailandesi dei settori turistico e dei servizi, materiali che durante la pandemia hanno perso la loro funzione originale e che l’artista trasforma in strumenti di riflessione sul lavoro, sulla vulnerabilità e sulle disuguaglianze sociali.

Ogni opera mette in relazione memoria individuale e memoria collettiva, diventando un memoriale di attenzione e cura e allo stesso tempo uno stimolo a riflettere sulle dinamiche sociali e sui legami che uniscono le comunità. Le installazioni tessili si trasformano così in strumenti di narrazione e di relazione, rendendo lo spazio espositivo un luogo di scambio e partecipazione.

La mostra segue la personale di Siributr a Firenze Canal Projects intitolata Cultura immateriale, ospitata al MAD Murate Art District e al Museo di Antropologia ed Etnologia, dove l’artista aveva già creato uno spazio di dialogo tra opere e pubblico, mettendo in relazione storie locali con narrazioni personali e collettive. A New York Siributr conferma il suo ruolo di artista internazionale capace di unire estetica, impegno sociale e narrazione collettiva, trasformando materiali comuni in opere che parlano di appartenenza, memoria e resilienza.

There’s no Place non è solo una mostra d’arte, ma un’esperienza immersiva e interattiva in cui il pubblico può osservare, toccare e contribuire alla creazione di storie condivise. Visitare la mostra significa entrare in contatto con la sensibilità e la visione di Jakkai Siributr e vivere un’esperienza culturale e sociale unica.


Daniel Wilson

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