Arte Fiera 2016 "cosa sarà" a Bologna
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Dopo il successo dell’edizione 2025 che ha riunito a Bologna le gallerie più rinomate e i principali collezionisti, Arte Fiera è tornata nel 2026 e si svolge dal 6 all’8 febbraio, con la preview del 5 febbraio. Questa nuova fase si apre con l’esordio alla direzione artistica di Davide Ferri, già curatore della sezione Pittura XXI, che porta alla manifestazione uno sguardo rinnovato e contemporaneo. Al suo fianco il direttore operativo Enea Righi garantisce continuità organizzativa e solidità operativa.
La più longeva delle fiere italiane conferma la propria centralità nel panorama artistico nazionale incarnando da quasi cinquant’anni un punto di riferimento imprescindibile per il sistema dell’arte. La quarantanovesima edizione si presenta con un team curatoriale rinnovato, un allestimento ripensato per il padiglione dedicato all’arte moderna e una nuova articolazione delle sezioni, offrendo uno sguardo stratificato sulla complessità e sulla vitalità dell’arte italiana.
Il titolo di questa edizione "Cosa sarà" guarda al futuro con spirito di apertura e trasformazione, esprimendo la volontà di interrogarsi sul destino della fiera e sulle sue possibili evoluzioni senza perdere il fascino dell’incertezza che lega il pubblico, i collezionisti e gli appassionati all’arte contemporanea.
Una delle novità visive è la nuova identità firmata dallo studio Al mare, che interpreta lo spirito del titolo con un linguaggio che unisce elementi pop, minimalismo ed eleganza. Il celebre bollino di Arte Fiera diventa un segno dinamico, un sole nascente che emerge da una linea d’orizzonte immaginaria, simbolo di una nuova alba per la manifestazione. Prosegue la collaborazione con Fondazione Furla per le performance a cura di Bruna Roccasalva e il dialogo con BPER e ANGAMC, consolidando un confronto permanente tra fiera e sistema delle gallerie italiane.
Le sezioni tematiche delineano la cifra curatoriale dell’edizione. Alla tradizionale Main Section, suddivisa tra arte storicizzata e contemporanea, si affiancano cinque percorsi espositivi ciascuno con un proprio linguaggio. Fotografia e dintorni, curata da Marta Papini, esplora il medium fotografico includendo contaminazioni con altri linguaggi. Multipli, affidata a Lorenzo Gigotti, amplia il concetto di opera riproducibile in chiave interdisciplinare includendo edizioni grafiche, libri d’artista, design e nuovi media. Pittura XXI, guidata da Ilaria Gianni, restituisce centralità alla pittura contemporanea con artisti emergenti e midcareer. Prospettiva, curata da Michele D’Aurizio, mette in luce le voci più giovani e radicali della scena italiana. Ventesimo più, affidata ad Alberto Salvadori, propone una rilettura trasversale del Novecento e del primo XXI secolo con un focus sul collezionismo come pratica fluida e personale.
Il cuore pulsante della fiera sono le gallerie che ne definiscono l’identità e il respiro. Sono presenti 174 gallerie, tra ritorni prestigiosi e nuove realtà che arricchiscono il panorama italiano. L’incontro tra spazi storici e gallerie emergenti permette di leggere la vitalità del sistema artistico mostrando come tradizione e innovazione convivano e si influenzino reciprocamente. Le gallerie storiche accompagnano artisti affermati consolidando le carriere e aprendo a mercati internazionali, mentre le realtà più giovani introducono energie nuove e proposte sperimentali che dialogano con un pubblico attento alle ricerche più innovative.
Molte gallerie presentano interventi monografici e progetti site specific che entrano in risonanza con le sezioni della fiera creando un filo diretto tra collezionismo e ricerca artistica. Questo intreccio conferma Arte Fiera come piattaforma imprescindibile per osservare il presente dell’arte italiana, dove le gallerie non sono semplici partecipanti ma protagoniste attive della narrazione culturale. La loro presenza trasforma la fiera in un osservatorio privilegiato sulle dinamiche del mercato e sulle evoluzioni stilistiche, rendendo ogni padiglione un luogo di confronto e scoperta.
Il nucleo pulsante della fiera è costituito dalle gallerie che con i loro programmi trasformano gli spazi in un organismo vivo e dinamico. La varietà dei linguaggi, dalle carriere consolidate alle ricerche più sperimentali, riflette la capacità della fiera di coniugare tradizione e innovazione. Spazi storici come 1/9UNOSUNOVE, A Arte Invernizzi, Alfonso Artiaco eGlauco Cavaciuti dialogano affiabcati da presenze come AF Gallery e ARTOPIA, Ermes, Michele Rizzi, Gallerie Frittelli che offrendo al pubblico un panorama ricco e sfaccettato dell’arte italiana.
Le gallerie strutturano i propri interventi con una pluralità di approcci. Stand monografici convivono con progetti collettivi e interventi site specific spesso in dialogo con le sezioni della fiera. Alcuni spazi rileggono la storia recente, altri mettono in luce artisti emergenti e pratiche sperimentali che attraversano pittura, fotografia, scultura, design e installazioni performative. Questo intreccio genera connessioni tra generazioni di artisti e tra linguaggi differenti, rendendo ogni padiglione un organismo complesso in cui il pubblico può percepire continuità storica e spinta verso il futuro.
La fiera si conferma un laboratorio di strategie e visioni. Le gallerie diventano mediatori tra artisti e pubblico, tra produzione e mercato, consolidando relazioni con collezionisti e istituzioni e fungendo da piattaforma privilegiata per la presentazione di artisti italiani e internazionali. Progetti site specific, performance e iniziative editoriali completano l’esperienza trasformando Arte Fiera in un ecosistema culturale dove la centralità delle gallerie è il motore che tiene insieme passato, presente e futuro dell’arte.
In questo contesto si inseriscono progetti speciali e performance come KOLOSSAL di Marcello Maloberti, un anti-monumento sospeso tra terra e cielo, e Wardrobe di Chalisée Naamani che trasforma lo spazio in un grande guardaroba performativo.
L’editoria resta centrale con Book Talk ciclo di conversazioni curato da Guendalina Piselli e una selezione di pubblicazioni indipendenti che documentano le tendenze della scena contemporanea. Il nuovo Fondo Arte Fiera con un budget di 100.000 euro completa l’offerta attraverso l’acquisizione di opere presenti in fiera per la collezione permanente di BolognaFiere.
Parallelamente ART CITY Bologna anima la città con oltre 300 appuntamenti tra mostre, performance e talk culminando nella consueta White Night. L’edizione 2026 conferma Arte Fiera come dispositivo aperto in cui presente, storia e futuro dell’arte si incontrano con le gallerie a fare da motore vitale del dialogo tra ricerca, collezionismo e pubblico.
Michele Zanella









