Design and Disability al V&A di Londra
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- 1 giorno fa
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Mancano pochi giorni per visitare a Londra una delle mostre più significative e radicali degli ultimi anni, un’esperienza che va ben oltre la semplice esposizione di oggetti e si propone come indagine profonda sulla natura del design e della cultura che lo sostiene. Al Victoria and Albert Museum di South Kensington, la mostra "Design and Disability", curata da Natalie Kane con il supporto di Reuben Liebeskind, ha reso visibile la creatività delle persone disabili, sorde e neurodivergenti come forma di sapere incarnato, capace di raccontare storie di resistenza, introspezione e invenzione. Ogni opera, dall’abito adattivo al dispositivo tecnologico, dalle installazioni tattili agli oggetti quotidiani ripensati, testimonia una visione del mondo che sfida convenzioni estetiche e norme sociali, dimostrando come l’esperienza della disabilità possa generare innovazione, poesia e radicalità nello spazio progettuale e culturale.
L’accessibilità è stata pensata come principio strutturale dell’intera mostra trasformando la visita in un’esperienza multisensoriale e cognitiva. Percorsi tattili, spazi di riposo e autoregolazione, guide in linguaggio semplice e in British Sign Language diventano parte integrante della narrazione estetica invitando il pubblico a interrogarsi sul ruolo del corpo, dei sensi e dell’intelligenza nella percezione del design contemporaneo. La disabilità appare così non come limite, ma come lente critica capace di svelare contraddizioni, esclusioni e possibilità nella cultura visiva e progettuale.
La mostra ha esplorato le molteplici dimensioni della creatività disabile, dalla visibilità alla trasformazione degli strumenti, fino alla costruzione dello spazio sociale. Il percorso espositivo ha messo in evidenza come l’ingegno nasca dall’esperienza diretta e dalla necessità, e come la progettazione possa diventare atto di emancipazione e ridefinizione del vivere pubblico e privato. Tra i pezzi più emblematici figurano il controller adattivo per videogiochi sviluppato da Microsoft, il Touchstream keyboard di Wayne Westerman e Fingerworks, gli abiti gender-affirming e iper-visivi di Sky Cubacub e le installazioni tattili e sonore che narrano esperienze intime e collettive. Zine, progetti digitali e iniziative grassroots hanno ribaltato la rappresentazione tradizionale dei corpi e delle vite disabili trasformando la marginalità in prospettiva estetica, etica e culturale.
Oggi, con la chiusura imminente, la mostra assume un significato ulteriore. Chi desidera confrontarsi con questa esperienza unica ha pochi giorni per accedere a un dialogo che interroga le categorie consolidate del design e della società. Entrare in "Design and Disability" significa osservare con occhi nuovi, percepire con sensibilità diverse e riconoscere la profondità intellettuale e poetica che nasce dall’esperienza incarnata. Significa comprendere come la disabilità possa diventare paradigma di creatività, innovazione e giustizia culturale e come il design, quando concepito attraverso l’intelligenza e l’esperienza dei disabili, diventi gesto di resistenza e di emancipazione. La possibilità di vivere questa esperienza straordinaria è ormai prossima a terminare e chi varcherà la soglia negli ultimi giorni si troverà immerso in un racconto di sensibilità, invenzione e radicalità che continuerà a interrogare mente e cuore ben oltre la chiusura della mostra.
Ilektra Zanella













