Art Night e dintorni: "Metamorphosis - Beyond the Real"
- 19 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 20 giu

Tra le numerose proposte che animano Venezia nei giorni di Art Night, vale la pena soffermarsi su una mostra esclusa dal programma ufficiale della manifestazione, ma tra le esperienze espositive più rilevanti della stagione. Ospitata a Ca’ Foscari Esposizioni – cento di Art Night e uno dei luoghi più attivi per la ricerca tra arte contemporanea, pratiche curatoriali e tecnologie emergenti – Metamorphosis: Beyond the Real. Searching for Victoria Lu – When Humans and AI Think Together, the Story Begins costruisce un dispositivo che intreccia retrospettiva, archivio e laboratorio speculativo, assumendo Victoria Lu come asse di una riflessione sull’autorialità nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Il progetto non si organizza come retrospettiva, ma come campo di interferenze tra biografia, archivio e produzione contemporanea. Documento e costruzione teorica non si oppongono: si sovrappongono e si riscrivono reciprocamente. La figura di Victoria Lu non viene ricondotta a una traiettoria lineare, bensì trattata come nodo attraversato da sistemi storici eterogenei. Taiwan, Cina continentale, Stati Uniti e infrastruttura istituzionale globale diventano ambienti di trasformazione, più che tappe cronologiche. Archivi e materiali espositivi non illustrano un percorso: continuano a produrre effetti nel presente. La struttura evita gerarchie tra i materiali e sostituisce la sequenza cronologica con una logica di montaggio. Livelli storici, teorici e operativi rimangono in relazione reciproca, senza risolversi in una forma unitaria. La coerenza del progetto emerge da questa discontinuità organizzata, dove la narrazione viene costantemente riattivata.
Nei progetti più recenti, Victoria Lu sposta progressivamente il baricentro della pratica verso forme di collaborazione transmediale tra soggetti, linguaggi e sistemi computazionali. La nozione di Curategist, elaborata a partire dall’esperienza del MoCA Shanghai, ridefinisce la curatela come intersezione tra produzione culturale, strategia narrativa e infrastrutture tecnologiche. L’intelligenza artificiale si inserisce in questo percorso come estensione e non come interruzione. Le opere recenti legate all’AI introducono una stratificazione ulteriore: immagini generate, testi co-prodotti e materiali audiovisivi iterativi proseguono le logiche dell’Animamix, dove i confini tra media risultano progressivamente instabili. La co-creazione umano-macchina si configura come condizione operativa: l’algoritmo interviene nei processi di scrittura, montaggio e rielaborazione degli archivi, redistribuendo le forme dell’autorialità.
Tra i nuclei più significativi si colloca Carbon–Silicon Co-Writing: The Rong-An Journal, sviluppato nel dialogo tra Victoria Lu e l’AI Curategist Ren Ren, dove la scrittura diventa spazio di co-produzione piuttosto che semplice assistenza algoritmica. In parallelo, The Generation of Love: From Hengqin to Venice — A 72-Hour AI Art Moving-Image Co-Creation Project, promosso dal Today AI Art Lab con il supporto di Lenovo e con Fei Jun, Xie Limei, Zhao Bozuo, Mai Ju, Ye Pusa e Liu Jiayu, amplia il dispositivo verso una dimensione collettiva, in cui l’immagine generata diventa campo di negoziazione tra storia dell’arte e produzione computazionale.
Le sezioni video non documentano processi, ma rendono visibile il funzionamento della logica algoritmica nella costruzione narrativa: frammentazione, ricombinazione e variazione continua di materiali preesistenti. L’AI non viene rappresentata, ma attraversata come regime di produzione. L’allestimento rafforza questa logica. Le opere non seguono una sequenza storica né una tassonomia tematica, ma si dispongono per prossimità e risonanza. Archivio, documento e produzione recente coesistono senza separazione e senza fusione in un’unica superficie. Il risultato non è un sistema chiuso, ma un campo di lettura instabile, tra chiarezza e opacità. In questo contesto Venezia non agisce come sfondo, ma come dispositivo implicito. La città, storicamente definita dalla circolazione delle immagini, viene riletta attraverso le logiche della computazione e della generazione automatica, senza che tale relazione venga esplicitata in forma dichiarativa.
La struttura curata da Angelo Maggi, insieme a Fei Jun, Fu Sen e Chuang Cheng-chi, articola il progetto attraverso i concetti di Generation, Translation, Recomposition e Co-Writing. Memoria e computazione, storia e futuro, si mantengono in una relazione di attrito continuo. La riduzione dell’apparato testuale e informativo incide sulla leggibilità di alcune sezioni, in particolare video e materiali audiovisivi, ma rafforza al tempo stesso la natura non didascalica del progetto, dove il significato emerge dalle relazioni tra elementi più che da mediazioni esplicative.
Nel complesso, Metamorphosis: Beyond the Real non costruisce un discorso su Victoria Lu, ma attraverso Victoria Lu. Il progetto si definisce come campo relazionale tra pratiche curatoriali, archivi istituzionali e sistemi algoritmici, senza approdare a una chiusura interpretativa. La sua forza risiede proprio in questa apertura, che mantiene il senso in uno stato di continua rinegoziazione.
Efthalia Rentetzi




















