Bergamo Arte Fiera 2026
- 17 gen
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Con BAF – Bergamo Arte Fiera e IFA – Italian Fine Art, Bergamo inaugura il 2026 sotto il segno dell’arte, proponendo un doppio appuntamento fieristico che si configura come un unico racconto esteso lungo sei secoli di produzione artistica. Negli spazi della Fiera, le due esposizioni operano in stretta complementarità, costruendo un percorso che dal Quattrocento giunge fino alle più recenti ricerche contemporanee, integrando dimensione espositiva, riflessione critica ed eventi collaterali.
La ventunesima edizione di BAF, dedicata all’arte moderna e contemporanea, e la nona edizione di IFA, focalizzata sull’arte antica e sull’alto antiquariato, si svolgono in contemporanea da venerdì 16 a domenica 18 gennaio, occupando circa sedicimila metri quadrati distribuiti tra i padiglioni A e B, i foyer e la Galleria Centrale; a partire dal 19 gennaio, IFA prosegue autonomamente fino a domenica venticinque, ampliando il tempo di fruizione e rafforzando il proprio ruolo di piattaforma di studio e valorizzazione della tradizione collezionistica italiana.
Nel loro insieme, le due manifestazioni riuniscono oltre duecento espositori, delineando una panoramica ampia e stratificata che mette in relazione dipinti, sculture, fotografie e progetti di design. Il format consente a collezionisti, professionisti e pubblico non specializzato di muoversi lungo un itinerario unitario, nel quale epoche e linguaggi dialogano senza soluzioni di continuità. Per quanto riguarda IFA, la qualità e l’affidabilità delle opere sono garantite anche in questa edizione dal processo di selezione e verifica curato dalla commissione di esperti indicata da FIMA, la Federazione Italiana Mercanti d’Arte, a tutela dell’autenticità e del valore storico dei manufatti esposti.
Tra le presenze più convincenti la galleria Punto sull’Arte presenta le sculture di Lene Kilde nelle quali il vuoto diventa dispositivo attivo e spazio di proiezione cognitiva. Il valore simbolico dell’oggetto emerge anche nel progetto Libri Bianchi di Lorenzo e Simona Perrone mentre Lara Martinato rilegge la figura del samurai come archetipo spirituale sospeso tra disciplina e vulnerabilità.

La pluralità dei linguaggi contemporanei si articola negli spazi di Zamagni Arte con le sperimentazioni La pluralità del contemporaneo trova voce anche negli spazi di Zamagni Arte, dove i lavori di Giovanni Lombardini, Mario Flores, Svetislav Martinovic e Denis Riva dimostrano come colore e superficie possano farsi strumenti di analisi del presente. La Sofi Gallery mette invece in relazione la pittura e la fotografia di artisti quali Paolo Angelillo e Matilde Sidoti, restituendo la complessità dello sguardo attuale. Un equilibrio simile tra figurazione e astrazione è proposto, la Bernabò Gallery realizza un prestigioso connubio tra le avanguardie del Novecento e la figurazione colta, accostando icone come Warhol e Fontana alla maestria tecnica di Armodio e Tofanelli.
La galleria Zanini Arte presenta una selezione eclettica che spazia tra linguaggi molto diversi. Si parte dalle opere di Daniele Fortuna, dove la fantasia e il colore contaminano le forme dell’arte classica e le icone pop, reinterpretando l'iconografia pubblicitaria e dei fumetti in chiave contemporanea. Je Shen, invece, fonde armoniosamente la pittura paesaggistica tradizionale dell'Asia orientale con l'Impressionismo europeo. Infine, la ricerca di Giovanni Lombardini si concentra su luce e riflesso attraverso l'uso sperimentale di materiali insoliti, come colori mordenti e acrilici lucidi applicati su formica, tavola o carta.
La proposta di Spazio Bart si distingue per un dinamismo capace di fondere l’eredità classica con l’energia del contemporaneo. In questo scenario, il colore si fa emozione, contaminando icone pubblicitarie e fumetti in una reinterpretazione pop che sorprende per freschezza e impatto. A completare questa visione eclettica intervengono il segno grafico-musicale di Andy Bluvertigo, con la sua inconfondibile carica cromatica, e l’astrazione materica di Claudio Granaroli, la cui pittura stratificata indaga la memoria e l'essenza più profonda del pigmento.
Accanto alla dimensione espositiva, il programma 2026 si caratterizza per un calendario di incontri particolarmente denso. Nell’area talk della Galleria Centrale, collocata tra i due padiglioni, si alternano conferenze e dialoghi dedicati ai temi più urgenti del dibattito artistico contemporaneo. Si riflette sul futuro digitale del patrimonio, sul ruolo degli archivi d’artista, sul rapporto tra intelligenza artificiale e produzione creativa, senza trascurare questioni legate al restauro, alla conservazione e alle politiche di welfare culturale. Il risultato è un palinsesto che affianca rigore teorico e apertura divulgativa.
Efthalia Rentetzi








