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Brâncuși e Beuys alla Thaddaeus Ropac di Londra

  • 17 gen
  • Tempo di lettura: 2 min
Badewanne (Vasca da bagno),  Bronzo, piombo, rame, fusione a doppia parete, 1000 kg.1961-8790 x 165 x 340 cm. Ed. 2/3 + 1 P.A.
Badewanne (Vasca da bagno), Bronzo, piombo, rame, fusione a doppia parete, 1000 kg.1961-8790 x 165 x 340 cm. Ed. 2/3 + 1 P.A.

La Thaddaeus Ropac di Londra apre il 2026 con una doppia mostra che mette a confronto due figure fondamentali del Novecento. In Photographs, la mostra dedicata a Constantin Brâncuși, la fotografia diventa il luogo in cui la scultura si fa esperienza percettiva, in dialogo con le opere di Joseph Beuys, cariche di memoria storica e tensione simbolicaLe mostre, pur distinte nei linguaggi e negli approcci, instaurano un dialogo sottile e potente che invita a riflettere sul ruolo dell’arte tra forma luce e storia.

Il ritorno di Brâncuși a Londra avviene attraverso un corpus di fotografie che rivela un aspetto cruciale e ancora poco esplorato della sua opera. Le immagini realizzate dall’artista tra gli anni Dieci e Trenta non si limitano a documentare le sculture ma ne costituiscono una prosecuzione ideale. Brâncuși utilizza la fotografia per sottrarre la forma alla fissità dell’oggetto e affidarla a un gioco calibrato di luce riflessi e ombre in cui la scultura si manifesta come presenza instabile e mentale. Lo studio parigino di Impasse Ronsin appare come un teatro di continue metamorfosi dove le opere vengono accostate e ricomposte fino a diventare configurazioni temporanee destinate a vivere pienamente solo nello sguardo.

Principessa X (Principessa Maria Bonaparte), Stampa vintage in gelatina argentata,  22,5 × 16,6 cm, 1921.
Principessa X (Principessa Maria Bonaparte), Stampa vintage in gelatina argentata, 22,5 × 16,6 cm, 1921.

Di natura opposta ma non meno radicale è la mostra dedicata a Joseph Beuys centrata su Bathtub for a Heroine. Qui la scultura non cerca l’essenza ma accumula senso memoria e tensione storica. L’oggetto quotidiano trasformato in un corpo estraneo e perturbante trattiene riferimenti alla biografia dell’artista al trauma del Novecento europeo e all’idea di un’arte capace di agire come processo sociale. In Beuys la materia non si alleggerisce ma si carica diventa luogo di confluenza tra mito personale e coscienza collettiva tra gesto simbolico e responsabilità politica.

Presentate negli spazi di Ely House le due mostre delineano un confronto silenzioso ma incisivo. Brâncuși afferma una visione dell’arte come ricerca di assoluto in cui la forma tende a dissolversi nella luce mentre Beuys rivendica la necessità di confrontarsi con il peso della storia e delle sue ferite irrisolte. In questo equilibrio tra rarefazione e densità la sede londinese della Thaddaeus Ropac conferma il suo ruolo di luogo in cui il Novecento continua a interrogare il presente come territorio ancora attivo di pensiero e di esperienza.


Ilektra Zanella
















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