Faro Santander, David Chipperfield restituisce alla città un luogo per l’arte.

La Spagna arricchisce il proprio panorama culturale con Faro Santander, centro dedicato all’arte, alla cultura e alla tecnologia ricavato nell’ex sede storica del Banco Santander. L’edificio Pereda, affacciato sul Paseo de Pereda, ha attraversato nel corso della sua storia funzioni diverse, arrivando a ospitare per quasi un secolo la sede principale dell’istituto bancario. La trasformazione progettata da David Chipperfield Architects ne conserva l’identità architettonica, introducendo una destinazione culturale capace di mettere in relazione patrimonio, produzione contemporanea e vita urbana.
Inaugurato ufficialmente il 7 settembre 2026 e aperto al pubblico l’8 settembre, Faro Santander occupa oltre 10.000 metri quadrati di superficie utile distribuiti su dieci livelli. Circa 3.000 metri quadrati sono destinati agli spazi espositivi, distribuiti su cinque piani. Il complesso comprende inoltre un auditorium, uno spazio dedicato alle famiglie, un polo legato alla tecnologia e alla sperimentazione, un’area riservata agli artisti della Cantabria, oltre a spazi per la ristorazione e a una terrazza panoramica affacciata sulla baia.
L’ampiezza del progetto suggerisce una concezione che supera il modello tradizionale della sala espositiva, trasformando l’edificio in un luogo nel quale l’esperienza dell’arte convive con attività educative, incontri, musica, cinema e sperimentazione. La visita non si limita dunque alle collezioni: Faro Santander è pensato come un organismo culturale nel quale linguaggi e pubblici differenti possono incontrarsi.
La programmazione inaugurale si articola attorno a tre principali nuclei espositivi. Masterpieces from the Banco Santander Collection, curata da María Dolores Jiménez-Blanco, attraversa quasi cinque secoli di storia dell’arte, dal Rinascimento alla contemporaneità, attraverso opere di Tiziano, El Greco, Rubens, Velázquez, Goya, Sorolla, Picasso, Miró, Tàpies, Soledad Sevilla e Juan Uslé, tra gli altri. La selezione è organizzata secondo quattro nuclei tematici — storie sacre, luoghi e paesaggi, natura morta, ritratti e figure — che permettono di accostare epoche differenti senza seguire una semplice successione cronologica. Il dialogo tra opere lontane nel tempo diventa così uno degli strumenti attraverso cui la collezione viene riletta, mettendo in relazione tradizioni pittoriche, generi e linguaggi differenti.
La collezione del Banco Santander è il risultato di oltre 160 anni di attività collezionistica e comprende più di mille opere. La sua presentazione a Faro Santander è concepita come un programma destinato a rinnovarsi nel tempo, attraverso successive selezioni e nuovi allestimenti.
Accanto alla tradizione europea trova spazio Modern Mexico in the Gelman Santander Collection, dedicata all’arte messicana del Novecento. L’esposizione riunisce quasi cento opere e comprende lavori di Frida Kahlo, Diego Rivera, Rufino Tamayo, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e Gunther Gerzso, affiancati da un’importante selezione fotografica. La raccolta Gelman Santander conta complessivamente 160 opere e comprende un nucleo particolarmente significativo di 18 opere di Frida Kahlo, tra dipinti, disegni e una stampa. La collezione fu costruita nell’arco di cinque decenni, tra il 1941 e il 1998, dal produttore cinematografico Jacques Gelman e dalla moglie Natasha ed è considerata uno dei nuclei più rilevanti di arte messicana del XX secolo. Particolarmente significativo è il percorso dedicato a Kahlo, con opere che documentano differenti momenti della sua ricerca artistica e della sua vicenda personale. Tra queste figurano Diego en mi pensamiento e Autorretrato con monos. La mostra resterà visitabile fino al 10 gennaio 2027.
A completare il programma figura The Symptomatic Surreal: Leonora Carrington, dedicata alla produzione dell’artista nel periodo della Seconda guerra mondiale e, in particolare, all’esperienza vissuta a Santander nel 1940, quando Carrington fu ricoverata nel sanatorio Peña Castillo dopo la fuga dalla Francia occupata dai nazisti. La mostra ricostruisce uno dei passaggi più drammatici della sua biografia attraverso dipinti, disegni e materiali legati al periodo del ricovero. Al centro del percorso si trova Villa Pilar, opera riscoperta grazie alla ricerca del team di Faro Santander e donata dall’artista al medico che l’aveva assistita. È presente anche Down Below, insieme a una selezione di disegni provenienti dai quaderni che Carrington conservò durante la permanenza nel sanatorio.
L’esposizione, organizzata in collaborazione con il Freud Museum London, permette così di mettere in relazione la produzione surrealista di Carrington con la sua esperienza personale, la memoria della città di Santander e il più ampio contesto storico europeo degli anni della guerra. Il programma che accompagna la mostra comprende inoltre attività, incontri e iniziative legate ai luoghi della vicenda dell’artista, tra cui un percorso sonoro nel Parque de la Vaca, dove sorgeva un tempo il sanatorio.
La vocazione di Faro Santander emerge anche dagli spazi che accompagnano le mostre. Cubo è concepito come un ambiente dedicato alla sperimentazione tecnologica e ai rapporti tra arte, innovazione e nuovi linguaggi. L’attuale progetto, Before Faro Santander, riunisce tre esperienze audiovisive immersive e accompagna il visitatore dal 1857, anno di fondazione del Banco Santander, fino al presente, mettendo in relazione la storia dell’istituto con l’evoluzione del porto e della città di Santander.
Attraverso la realtà virtuale e altri dispositivi audiovisivi, il pubblico può inoltre entrare in una ricostruzione storica dell’edificio e di alcuni dei suoi ambienti più significativi. La tecnologia diventa così non soltanto uno strumento espositivo, ma un mezzo per esplorare la memoria del luogo.
Llamita è invece lo spazio dedicato alle famiglie e alla scoperta creativa, attraverso laboratori e attività partecipative rivolte a pubblici di età differenti. Marisma sostiene la scena artistica della Cantabria attraverso progetti dedicati agli artisti e ai creatori della regione, mentre l’auditorium ospita conversazioni, cinema, musica e arti dal vivo.
Anche l’accessibilità è stata inserita nel progetto fin dalle prime settimane di attività. Dopo i dieci giorni di ingresso gratuito previsti per l’inaugurazione, dall’8 al 17 settembre, dal 18 settembre il biglietto ordinario è fissato a 14 euro, mentre la tariffa ridotta è di 7 euro per alcune categorie, tra cui residenti in Cantabria, studenti tra i 18 e i 25 anni, disoccupati, visitatori sopra i 65 anni e clienti Banco Santander. L’ingresso è gratuito per gli under 18. Il centro mette inoltre a disposizione audioguide gratuite consultabili direttamente dal telefono e organizza visite guidate.
La trasformazione dell’antica sede bancaria assume così una portata che va oltre la semplice riconversione architettonica. L’intervento di David Chipperfield Architects parte dalla volontà di prolungare la vita dell’edificio esistente, preservandone il carattere storico e introducendo nuove funzioni senza cancellare le tracce del passato.
Le facciate storiche sono state restaurate insieme ai 107 infissi originali e agli elementi scultorei della copertura. Parte dei pavimenti in legno e dei marmi provenienti dagli interni storici è stata recuperata e riutilizzata. Il progetto integra inoltre tetti verdi, sistemi per il recupero dell’acqua piovana e infrastrutture dedicate ai ciclisti.
Particolare rilievo assume il risultato ottenuto sul piano della sostenibilità. Il complesso ha ricevuto la certificazione BREEAM Outstanding con un punteggio di 92,96, indicato da Faro Santander come il più alto mai registrato a livello mondiale per un museo o centro culturale. La strategia ambientale si basa soprattutto sul riuso e sull’adattamento della struttura esistente, limitando per quanto possibile l’impatto delle nuove trasformazioni. La dimensione architettonica diventa così parte integrante dell’identità del centro. L’antico edificio bancario non viene trattato come un semplice contenitore da riempire di opere, ma come una componente essenziale dell’esperienza culturale. La sua apertura verso la città accompagna il passaggio da una struttura originariamente più introversa a un luogo destinato all’incontro e alla partecipazione.
A completare l’esperienza sono gli spazi di ristorazione situati ai piani superiori. Los Jardines de Faro offre una vista sul centro di Santander e sulla baia, mentre il ristorante Lumen propone una cucina basata su prodotti locali e stagionali. Nel foyer trova infine spazio il punto vendita del centro, con pubblicazioni specializzate, cataloghi, libri per bambini e oggetti di design legati alla programmazione.
La trasformazione dell’antica sede bancaria conserva dunque la memoria di una lunga storia istituzionale, mentre la sua destinazione odierna la inserisce in un contesto nel quale arte, tecnologia, educazione e partecipazione pubblica convivono nello stesso ambiente. Per Santander, il valore dell’operazione si misura anche nella capacità di mantenere un rapporto concreto con il territorio, attraverso il sostegno agli artisti locali e una programmazione capace di coinvolgere la cittadinanza accanto al pubblico internazionale.
Faro Santander nasce, in definitiva, dall’incontro tra una collezione costruita nell’arco di oltre un secolo e mezzo, un patrimonio architettonico profondamente radicato nella storia cittadina e una concezione del museo come spazio aperto alla sperimentazione. Il suo interesse risiede proprio nella tensione tra queste componenti: da una parte la presenza di grandi maestri della storia dell’arte, dall’altra un programma rivolto alla tecnologia, alla produzione contemporanea e alla partecipazione.
La vera sfida sarà ora trasformare l’impatto dell’apertura in una presenza culturale continuativa. Se la collezione del Banco Santander costituisce il punto di partenza, la relazione con la città, il sostegno alla produzione contemporanea e la capacità di far dialogare arte, tecnologia e memoria saranno gli elementi attraverso cui Faro Santander potrà definire nel tempo il proprio ruolo nel panorama culturale della Cantabria e della Spagna settentrionale.
Redazione








