Biennale Architettura 2027: TEMPORANEA, una nuova visione dell’effimero per il Padiglione Italia

Per la Biennale Architettura 2027, TEMPORANEA assume la dimensione effimera come chiave di lettura del progetto contemporaneo, aprendo una riflessione sul rapporto tra spazio, tempo e cultura visiva. A firmare la proposta curatoriale del Padiglione Italia è Studio (AB)NORMAL + APRIL, una collaborazione che intreccia competenze architettoniche, ricerca e direzione creativa, muovendosi tra discipline e linguaggi differenti.
Quale immagine dell’architettura italiana può emergere da una mostra dedicata a forme, esperienze e strutture concepite per trasformarsi, talvolta per scomparire? È una domanda che accompagna TEMPORANEA, il progetto selezionato dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli per il Padiglione Italia alla 20. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, diretta da Wang Shu e Lu Wenyu e in programma dall’8 maggio al 21 novembre 2027. In attesa della presentazione dell’allestimento, prevista per marzo, il titolo suggerisce già un terreno d’indagine che supera la semplice opposizione tra permanenza e provvisorietà, chiamando in causa il modo in cui l’architettura interpreta il presente e si confronta con le trasformazioni della cultura contemporanea.
La scelta del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, annunciata oggi 28 ottobre 2026, porta alla ribalta una collaborazione che riunisce sei professionisti con esperienze differenti, accomunati da una pratica progettuale aperta al confronto tra architettura, ricerca e linguaggi visivi. Il progetto è stato selezionato da una terna che comprendeva anche Italian Resonances, presentato da Stefano Boeri, e Il nuovo nell’antico. Italia laboratorio d’Europa, di Paolo Zermani. La Commissione di valutazione ha motivato la propria scelta sottolineando l’originalità dell’approccio alla temporaneità e la capacità della proposta di tradursi in un allestimento concepito come una macchina scenica.
Il titolo individua una direzione di ricerca precisa, lasciando tuttavia aperte le questioni decisive: quali forme assumerà il percorso espositivo, quali progetti saranno presentati e attraverso quali scelte verrà raccontata la produzione architettonica contemporanea? Le risposte arriveranno con la presentazione prevista per marzo 2027. Fino ad allora, è possibile leggere il progetto attraverso la sua impostazione curatoriale e le esperienze professionali che ne costituiscono il fondamento.
Studio (AB)NORMAL, fondato da Mattia Inselvini, Davide Masserini e Luigi Savio, porta nel Padiglione l’esperienza maturata tra studi internazionali, ricerca e collaborazioni con istituzioni e realtà creative. I percorsi dei tre architetti comprendono esperienze presso OMA e AMO, oltre a progetti che attraversano architettura, moda e comunicazione. APRIL amplia il campo d’indagine con competenze nella direzione creativa, nella produzione e nella curatela: Alessandro Farinella si occupa anche di gestione e partnership, Monica Moschini lavora tra architettura e moda, mentre Francesco Maria Tiribelli ha sviluppato progetti espositivi, installazioni, film ed editoria, collaborando con realtà quali Prada, Miu Miu e Moncler. Le biografie delineano un panorama professionale nel quale la pratica architettonica si misura con ambiti tradizionalmente distinti, dalla produzione di immagini alla progettazione espositiva, dalla ricerca culturale alle strategie della comunicazione. La contaminazione tra discipl ine costituisce un elemento concreto dell’esperienza del gruppo e offre una chiave di lettura per comprendere la scelta curatoriale. Resta da vedere come questa pluralità verrà tradotta nello spazio del Padiglione e quale equilibrio sarà individuato tra architettura, arte contemporanea, design, moda, cinema e spettacolo, ambiti indicati dal Dipartimento per le Attività Culturali come parte integrante del progetto.

La temporaneità offre un terreno di riflessione che supera la dimensione dell’allestimento. Padiglioni, scenografie e installazioni hanno da sempre utilizzato la durata limitata come occasione per sperimentare materiali, forme e modalità di fruizione. Nell’architettura contemporanea, il tema assume anche implicazioni concrete, legate alla gestione delle risorse, al riuso degli spazi, alla reversibilità degli interventi e al destino delle strutture una volta conclusa la loro funzione. La provvisorietà può favorire la libertà progettuale, ma richiede anche attenzione alle condizioni della produzione e all’impatto delle scelte costruttive.
La Commissione descrive la proposta di Studio (AB)NORMAL + APRIL come un dispositivo dinamico, composto da elementi differenti e organizzato secondo una logica scenica. La definizione suggerisce un’esposizione attenta alla costruzione del percorso e alla relazione con il pubblico, senza consentire, al momento, valutazioni sulle soluzioni formali e sui contenuti effettivi. Saranno la selezione dei progetti, la loro disposizione e il rapporto tra gli elementi espositivi a chiarire se il tema verrà affrontato soprattutto sul piano visivo oppure attraverso una lettura più ampia delle trasformazioni che interessano la professione architettonica.
Nella dichiarazione diffusa dopo la nomina, Studio (AB)NORMAL ha individuato tra gli obiettivi del Padiglione la possibilità di dare voce a una cultura progettuale italiana «tanto diffusa quanto ancora poco raccontata». L’affermazione richiama una questione rilevante per il panorama nazionale: come rappresentare una scena composta da studi, professionisti e gruppi di ricerca che operano su scale e in ambiti differenti, senza ricondurli a un’unica immagine dell’architettura italiana?
La risposta dipenderà dalla capacità della mostra di restituire differenze di metodo, linguaggio e contesto, dando visibilità a esperienze che spesso si sviluppano al di fuori dei circuiti più consolidati. La dimensione internazionale della Biennale offre una piattaforma importante, ma impone anche un confronto con le modalità attraverso cui la cultura architettonica italiana viene presentata e riconosciuta all’estero. Il riferimento al Made in Italy, richiamato dalla Commissione, potrà risultare particolarmente significativo se contribuirà a superare una lettura esclusivamente legata alla qualità formale, mostrando la varietà dei processi creativi e delle competenze che concorrono alla realizzazione di un progetto.
Per il Ministero della Cultura, la nomina si inserisce nella strategia di promozione internazionale delle esperienze più innovative. Il Padiglione sarà quindi chiamato a confrontarsi con una duplice responsabilità: presentare una ricerca curatoriale riconoscibile e offrire un quadro significativo della produzione architettonica contemporanea. La scelta di Studio (AB)NORMAL + APRIL apre una possibilità interessante, ma il giudizio sul suo effettivo valore dovrà attendere la presentazione dell’allestimento, quando sarà possibile misurare la distanza tra le intenzioni dichiarate e la loro traduzione espositiva.
La questione decisiva sarà capire come TEMPORANEA tradurrà il proprio tema in una scelta espositiva riconoscibile. La temporaneità è una categoria sufficientemente ampia da accogliere interpretazioni molto diverse, dalla ricerca formale alla riflessione sulle risorse, dal carattere transitorio degli allestimenti alle trasformazioni del lavoro architettonico. La qualità della mostra dipenderà dalla capacità di dare una direzione precisa a queste possibilità, evitando che la pluralità dei linguaggi si risolva in una semplice successione di esperienze. Per conoscere la posizione che il Padiglione Italia intende assumere nel dibattito internazionale occorrerà attendere marzo 2027, quando la presentazione del progetto consentirà di valutarne le scelte effettive.
Redazione








