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Geneviève Claisse | Geometry of Color

  • 15 gen
  • Tempo di lettura: 3 min
Unità, Olio su tela, 116 x 90 cm, 1970
Unità, Olio su tela, 116 x 90 cm, 1970

A Parigi viene reso omaggio a Geneviève Claisse con una doppia esposizione dedicata alla sua ricerca sull’astrazione geometrica. La mostra Geneviève Claisse | Geometry of Color, aperta oggi alla Galerie A&R Fleury fino al 28 febbraio, si svolge in parallelo all’esposizione già in corso presso il Flagship Longchamp (dall’8 gennaio al 10 febbraio 2026), offrendo al pubblico un’esperienza duplice e complementare del lavoro dell’artista. In entrambe le sedi, opere inedite mai esposte prima permettono di esplorare i sottili equilibri tra forma, colore e piano pittorico di Claisse. La collaborazione tra le due realtà espositive amplifica inoltre la percezione della sua ricerca geometrica, confermandola come una delle voci principali dell’astrazione francese.

La doppia esposizione rappresenta un’occasione unica per rileggere con chiarezza e profondità l’opera di una delle figure più rigorose e coerenti dell’astrazione geometrica europea. Essa si inserisce nel lungo e attento lavoro di conservazione, valorizzazione e trasmissione dell’eredità artistica di Claisse.

L’opera di Geneviève Claisse si basa su una convinzione semplice e radicale, secondo cui la pittura è innanzitutto una questione di relazioni tra forme essenziali e campiture cromatiche, tra equilibrio e tensione, tra rigore mentale e percezione sensibile. In oltre mezzo secolo di ricerca, la geometria non si è mai chiusa in schemi fissi, ma è rimasta un linguaggio vivo, capace di creare spazio attraverso il colore. Fin dagli anni Cinquanta Claisse sceglie l’astrazione come unico territorio del proprio lavoro; la forma geometrica viene progressivamente liberata da ogni residuo narrativo o simbolico, assumendo il ruolo di struttura pura. Cerchi, quadrati, linee e superfici piane non hanno funzione decorativa, ma si configurano come unità attive in dinamica relazione tra loro.

La composizione nasce da una costruzione mentale rigorosa, che trova compimento solo quando il colore interviene come forza autonoma. Il colore, infatti, non accompagna la forma: la determina. Claisse lo utilizza in campiture nette e omogenee, prive di sfumature o illusioni ottiche. Ogni scelta cromatica è il risultato di una percezione precisa, quasi fisica, che precede l’esecuzione dell’opera. Il colore crea ritmo, profondità e movimento, modifica la lettura dello spazio e genera vibrazioni visive che coinvolgono direttamente lo sguardo dello spettatore. In questo senso, la superficie pittorica non rappresenta lo spazio, ma lo costruisce.

Il disegno occupa un ruolo centrale nel suo metodo di lavoro. È una fase di riflessione e di scrittura visiva, in cui l’artista definisce l’architettura dell’opera e ne intuisce l’energia cromatica. Tuttavia, tra progetto e realizzazione rimane sempre uno scarto, uno spazio di libertà in cui l’opera può trovare il proprio equilibrio definitivo. È in questa tensione controllata che rigore e sensibilità si incontrano, evitando ogni rigidità sistematica.

Inserita nel contesto dell’arte concreta e dell’astrazione geometrica europea, Claisse ha mantenuto per tutta la carriera una posizione autonoma e immediatamente riconoscibile. La sua pittura non cerca l’effetto spettacolare né l’impatto immediato, ma richiede tempo e attenzione: una visione lenta, capace di cogliere le relazioni sottili tra i piani di colore. Ogni minima variazione diventa significativa, ogni equilibrio appare come il risultato di una scelta necessaria.

Oggi, l’opera di Claisse si rivela di sorprendente attualità. In un panorama visivo spesso dominato dalla saturazione e dall’eccesso, la chiarezza del suo linguaggio e la precisione del suo pensiero offrono un’esperienza più silenziosa e profonda. La geometria del colore, nella sua visione, non è un esercizio formale, ma un modo di pensare il mondo attraverso armonia, misura e intensità percettiva.


Anne Marie Bernard



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