Tala Madani, Daughter B.W.A.S.M. alla Pilar Corrias di Londra
- ⠀

- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Tala Madani, con la sua mostra Daughter B.W.A.S.M., in corso presso la galleria Pilar Corrias di Londra fino al 17 gennaio 2026, esplora in modo inquietante e provocatorio il concetto di maternità e le sue trasformazioni nell’era dell’intelligenza artificiale. Le sue opere, caratterizzate da una satira grottesca, rovesciano le convenzioni sociali e culturali, interrogandosi sul futuro dei legami umani in un mondo sempre più permeato dalla tecnologia. Al centro di questa ricerca si trova la figura provocatoria di Shitmom che sale le scale, una madre composta di escrementi e fluidi corporei, che rappresenta una visione della maternità lontana dalle tradizioni; un corpo che non nutre, ma degrada; che non cura, ma assorbe e respinge. Con quest’immagine volutamente sgradevole e dissonante, Madani ribalta l'iconografia della madre come figura di protezione e generosità, proponendo invece un simbolo di disordine e disfunzione in un mondo tecnologicamente avanzato, ma sempre più distante dall’umano. La Shitmom non è più un’icona di perfezione o purezza, ma un’entità frammentata, legata al corpo e al caos fisico che esso comporta. L’immagine della madre che si eleva su una scala, pur con un movimento goffo e instabile, diventa il simbolo di un tentativo vano di risposta a una domanda che non ha risposta. La scala, tradizionalmente simbolo di ascesa o crescita, si presenta qui come un ostacolo, un dispositivo illusorio che impedisce la vera elevazione. L’ascesa di Shitmom simboleggia la frustrazione di una maternità che non riesce più a rispondere alle esigenze di un mondo che esige perfezione, ma che sembra incapace di accogliere la complessità del corpo e delle relazioni affettive. In un’epoca in cui la tecnologia promette efficienza e ordine, l’umanità di Shitmom diventa il riflesso grottesco della crisi dell’intimità e della connessione emotiva.
Madani, attraverso l’ironia e il disturbo estetico, mette in scena un contrasto tra il corpo umano e l’intelligenza artificiale, immaginando un futuro in cui la maternità stessa potrebbe essere sostituita da un’entità priva di corporeità e di emozioni. Shitmom, simbolo di una maternità disfunzionale, si confronta con l’intelligenza artificiale come una "figlia senza madre", un concetto esplorato dall’artista stessa. L’IA diventa l’antitesi del corpo umano: un’entità che risponde con precisione e razionalità ai bisogni affettivi, ma che manca della capacità di provare empatia, vulnerabilità o affetto fisico. Questo contrasto richiama l’opera di Francis Picabia, Figlia Nata Senza Madre (1916), in cui la macchina veniva proposta come un’entità autonoma, capace di esistere senza il legame materno.
Riprendendo questa riflessione, Madani la trasporta in un contesto contemporaneo, dove l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più centrale nelle nostre vite. La Shitmom diventa così simbolo di una maternità che non è più in grado di rispondere ai bisogni affettivi delle nuove generazioni, mentre l’IA, pur priva di corpo fisico, è in grado di sostituirsi ai legami naturali e fisici, proponendo una "cura" che, seppur precisa, è fredda e distante. La maternità, quindi, non è più un atto di generosità fisica, ma una relazione che rischia di essere sostituita dalla razionalità asettica della tecnologia. Madani solleva interrogativi sul costo che paghiamo nell’affidare la nostra intimità e i nostri legami emotivi alle mani delle macchine, ponendo interrogativi sul futuro della nostra capacità di entrare in relazione in modo autentico e umano.

Il lavoro dell’artista iraniana, naturalizzata americana, va oltre la semplice critica all’uso delle tecnologie in ambito affettivo e familiare; ci obbliga a riflettere su un mondo in cui le forme di cura tradizionali, come quella materna, sono minacciate da un progresso tecnologico che promette efficienza ma sottrae calore e umanità. Se la maternità tradizionale era simbolo di un legame fisico e corporeo, un’affettività che rispondeva ai bisogni umani attraverso il contatto, l’intelligenza artificiale sembra privare questo legame della sua essenza più intima, sostituendo la vulnerabilità con la perfezione del dato. Madani, tuttavia, non offre risposte facili, ma ci invita a porci una domanda fondamentale: cosa stiamo perdendo mentre cerchiamo di "migliorare" le nostre vite attraverso la tecnologia? A quale prezzo stiamo sostituendo il calore umano con l’efficienza meccanica?
La mostra ci sfida a riconsiderare il nostro rapporto con la maternità, il corpo e la tecnologia, sollevando interrogativi profondi sul nostro futuro e sul ruolo che la tecnologia avrà nelle nostre relazioni più intime. Non si tratta solo di una riflessione sulla maternità come fenomeno biologico, ma sulla sua funzione simbolica e culturale, oggi messa in discussione dal predominio delle macchine e dell’intelligenza artificiale. Madani, con il suo lavoro provocatorio e inquietante, ci obbliga a fare i conti con il fatto che il nostro legame con la tecnologia potrebbe non solo cambiare il modo in cui viviamo, ma anche il modo in cui ci relazioniamo e ci prendiamo cura gli uni degli altri.
Ilektra Zanella

$50
Product Title
Product Details goes here with the simple product description and more information can be seen by clicking the see more button. Product Details goes here with the simple product description and more information can be seen by clicking the see more button

$50
Product Title
Product Details goes here with the simple product description and more information can be seen by clicking the see more button. Product Details goes here with the simple product description and more information can be seen by clicking the see more button.

$50
Product Title
Product Details goes here with the simple product description and more information can be seen by clicking the see more button. Product Details goes here with the simple product description and more information can be seen by clicking the see more button.



