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"Hokusai. Il segno che diventa vita" alla Galleria Elena Salamon di Torino

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Hokusai, Il demone Hannya che ride
Hokusai, Il demone Hannya che ride

Dal 6 marzo al 24 aprile 2026, la Galleria Elena Salamon di Torino presenta Hokusai. Il segno che diventa vita, una mostra unica che raccoglie oltre 180 xilografie originali di Katsushika Hokusai, artista che ha profondamente segnato la storia della xilografia giapponese e il dialogo tra arte orientale e occidentale. La rassegna offre un percorso completo attraverso le principali fasi della sua produzione, dalla prima stagione creativa fino agli ultimi anni di vita, rivelando la tensione costante tra osservazione, invenzione e ricerca della perfezione.

Hokusai concepiva l’arte come strumento di conoscenza e di esperienza. Il segno non è mera rappresentazione, ma mezzo per catturare l’essenza della realtà e la vitalità dei soggetti, siano essi paesaggi, figure umane o creature leggendarie. La sua affermazione, secondo cui dall’infanzia sentì il desiderio di disegnare qualsiasi cosa vedesse, definisce l’intera filosofia dell’artista; un’attenzione ossessiva alla linea, alla composizione e al dettaglio, sempre finalizzata a una verità visiva più profonda.

La mostra offre una profonda esplorazione dell'opera di Hokusai, dove la fusione tra rigore tecnico e sensibilità poetica emerge con chiarezza nelle sue xilografie policrome. Opere come La cascata di Ono sulla strada di Kiso non si limitano a rappresentare la forza incontrollata della natura, ma trasformano il fluire dell’acqua in una meditazione visiva sull'impermanenza e sull'energia vitale che pervade ogni aspetto dell’esistenza. L'intensità del paesaggio è amplificata dalla raffinata modulazione dei toni e dal sapiente equilibrio tra forma e movimento, permettendo alla visione di Hokusai di trascendere la mera riproduzione, facendola diventare un'esperienza sensoriale e filosofica.

Accanto a questo capolavoro, Il demone Hannya che ride rivela un altro lato della prodigiosa maestria dell'artista, quello in cui l'iperrealismo incontra l'invenzione fantastica. La figura di Hannya, un'entità femminile trasformata in una creatura di vendetta, è resa con un ghigno terrificante, corna affilate e artigli affilati, ma anche con una vitalità teatrale che prefigura la nascita del linguaggio visuale dei manga moderni. In questo modo, Hokusai trasforma la paura in una forma estetica che affascina per la sua immediatezza espressiva e il suo inquietante potere evocativo.

Le opere della serie Cento vedute del Monte Fuji, realizzate con una raffinata tecnica monocromatica, testimoniano l’apice della maturità artistica del maestro. In queste stampe, il Fuji non è solo il monte sacro della tradizione giapponese, ma un simbolo di eternità e stabilità, un punto fermo in un mondo dinamico. Il dialogo visivo che Hokusai instaura con la natura circostante è ricco di riflessioni filosofiche: in Il Fuji dal mare, l'onda che si erge sembra trasformarsi in stormo di uccelli, in un gioco di significati in cui la montagna rimane immobile e allo stesso tempo fondamentalmente connessa a ogni altro elemento naturale. La serie Trentasei vedute del Monte Fuji e Vedute insolite di famosi ponti delle varie province ampliano ulteriormente la sua ricerca compositiva, anticipando quelle esperimentazioni di luce e spazio che sarebbero poi alla base delle innovazioni artistiche occidentali.

In tutte le sue opere, Hokusai concepiva l’arte come una trasmissione di energia vitale. La serie Trasmettere lo spirito, rivelare la forma delle cose attraverso un sol colpo di pennello incarna perfettamente questa visione, in cui ogni soggetto – che sia una montagna, un guerriero o un fiore – è catturato in un momento di intensa vitalità, come se l'artista fosse in grado di rivelarne l'essenza più profonda attraverso una sintesi di segno e colore. Nella trilogia Guerrieri Illustrati di Cina e Giappone, lo stesso principio guida la rappresentazione dei leggendari eroi, trasformandoli in icone di forza e movimento, infondendo a ciascuna figura un dinamismo che va oltre la semplice rappresentazione.


Redazione

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