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Le lambrette di Bologna in mostra: mito e innovazione del design italiano

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Lambrette di Bologna, Museo del Patrimonio Industriale, Bologna
Lambrette di Bologna, Museo del Patrimonio Industriale, Bologna

Domani, 14 marzo 2026, il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna inaugurerà Lambrette di Bologna, esposizione dedicata a uno degli esempi più compiuti del design e dell’ingegno industriale italiano del XX secolo. Il progetto, promosso e curato dal Settore Musei Civici Bologna – Museo del Patrimonio Industriale, propone un percorso critico in cui tecnica, estetica e memoria collettiva si intrecciano, restituendo la Lambretta non solo come mezzo di mobilità, ma come icona culturale e simbolo di libertà.

Frutto del genio dell’ingegnere aeronautico Pier Luigi Torre, la Lambretta rivoluziona il concetto di movimento individuale grazie a struttura tubolare unica, leggera e robusta, superiore ai telai autoportanti dell’epoca. La stabilità è garantita dal motore centrale e ribassato e dalla sospensione frontale a doppio braccio. L’innovazione tecnica prosegue con l’avviamento elettrico del 1957, il primo freno a disco nel 1962, la miscelazione olio-benzina separata nel 1968 e l’accensione elettronica nel 1970.

La Lambretta diviene fenomeno sociale e culturale; scooters ufficiali delle Olimpiadi di Roma 1960, protagonisti in film e nelle immagini dell’epoca, testimoniano un’identità collettiva riconoscibile grazie a figure come Jayne Mansfield, Totò, Macario, Adriano Celentano, Giorgio Gaber, Quartetto Cetra e Raffaella Carrà.

L’iniziativa nasce in collaborazione con collezionisti e membri del Lambretta Club Bologna, la cui esperienza documenta imprese sportive e contributi tecnici di rilievo. Spiccano Cesarino Bartolini, premiato “Maestro di scooter” sull’Isola di Man, Ignazio Di Piazza, regolarista del Raid del Sahara, Guglielmo Guidi, velocista di grande successo, ed Ernesto Malaguti, meccanico capace di modifiche decisive sulle gimcane. Leggendarie restano le imprese di Cesare Battaglini, con 160.000 chilometri nel giro del mondo, e di Giancarlo Nanni, che raggiunge tre volte Capo Nord con la sua “Ammiraglia”.

Otto modelli documentano evoluzione tecnica e stile. Dal prototipo del ciclomotore Lambretta 50 alla rara 125 carenata da Record, ogni scooter racconta innovazione e ricerca progettuale. La 125 D Corsa esprime dialogo con competizione; 150 D e 150 Li Seconda Serie sintetizzano robustezza e diffusione; il LUI 50 CL evidenzia linee essenziali e moderne, mentre la 200 DL mostra potenza tecnica ed eleganza meccanica. Fotografie, cimeli, coppe e giocattoli completano la narrazione, restituendo dimensione sociale, culturale ed emotiva della Lambretta.

L’esposizione, fruibile fino al 12 luglio 2026, inserisce il progetto in percorso critico ed educativo, mostrando come un oggetto industriale possa diventare simbolo di innovazione, stile e memoria collettiva. La mostra celebra ingegno e eccellenza italiana, restituendo alla Lambretta valore non solo tecnico, ma estetico e culturale, testimonianza di modernità e mito collettivo capace di dialogare con il presente senza perdere il fascino originario.


Redazione

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